Danno da trasfusione. Ora si può avere il risarcimento
Che il Ministero della Salute fosse responsabile per gli ingenti danni provocati dalle strutture sanitarie chiamate a praticare trasfusioni e vaccinazioni, non è una novità . Con la legge 210/92 si era provveduto a stabilire un indennizzo a favore degli emotrasfusi con sangue infetto, che aveva provocato malattie del fegato (in particolare, epatite C) e, in molti casi, Aids. Alla fine degli anni ‘90, la Cassazione stabiliva la cumulabilità dell’indennizzo con il risarcimento dei danni da inoltrare al Ministero della Salute. Ma per tutti quei pazienti che, nella stragrande maggioranza dei casi, avevano subito danni intorno agli anni ’80 niente da fare…
Infatti, si era stabilito un limite temporale di responsabilità , ovvero 1978 per l’epatite B, 1985 per l’HIV e 1988 per l’epatite C. Per tutti quelli contagiati prima, dunque, nessun risarcimento. Finalmente, all’inizio del 2008, le Sezioni Unite della Cassazione hanno rivoluzionato detti parametri, stabilendo che la colpa del Ministero nel trattamento del sangue dei donatori deve essergli attribuita a far data dagli anni ’70, quando già si conosceva il virus dell’epatite B, per non aver vigilato sul sangue infetto.
Come fare per ottenere l’indennizzo? Previsto per offrire un sostegno quotidiano per il trattamento sanitario, bisogna inoltrare la domanda amministrativa al Ministero della Salute attraverso l’Azienda Sanitaria Locale (ASL) di appartenenza, e deve essere redatta su carta semplice, firmata dell’interessato o da chi esercita la tutela ed infine datata con i documenti richiesti.
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Attenzione ai termini di prescrizione: 3 anni per i casi di vaccinazioni o di epatiti post-trasfusionali e di 10 anni per i casi di infezione HIV, che decorrono dal momento in cui il danneggiato ha avuto la reale percezione del danno.
Per ottenere il risarcimento, volto a liquidare tutti i danni biologici, morali e patrimoniali, bisogna rivolgersi ad un legale che citerà il Ministero della Salute, a prescindere dal riconoscimento dell’indennizzo. Il termine di prescrizione è di 5 anni, dal momento in cui si ha la reale percezione del danno e la sua rapportabilità causale, che è fatta coincidere con l’inoltro della domanda amministrativa. Diviene di 10 anni per gli eredi della persona contagiata e defunta.
 >Atto di citazione per risarcimento danni da contagio
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23 Maggio 2008 at 11:19
io sono una ragazza che dal eta’ di 10 anni x colpa dello stato e di chi fa le voci..
mi sono fatta 3 mesi di ospedale io non capivo al lepoca cosa avevo e xche prendevo dei farmaci strani.
mia madre mi diceva non sono nulla sono solo x la thalassemia xche io sono talassemica.
e questo gia’ si e capito.
il dunque e che a me me l’hanno detto a 18 anni la malattia quella grave e non potete immaginare,mi e crollato il mondo addosso.
Avevo una rabbia dentro di me e tuttora ce lo e ispiegabile che unabambina di 10 anni potesse
incontrare nel suo cammino l HIV solo a scriverla o le lascrime e da allora che mi pono dei xche,…xche proprio a me non solo ho la thalassemia ma anche l’altra
nessuno puo capire cio che provo e sento..io penso a quei ragazzi che si danneggiano la vita di schifezze…
e io che ne vorrei di salute sto lottando x vivere e x guarire e si guarire e una parola grossa
ma DIO lo sa quanda sofferenza ce nel mio cuore solo GESU’ lo puo capirlo
che e morto x la crudelta dell popolo e de x noi e morto..cmq
sai avrei il desiderio di incontrare chi mi a fatto questo e digli grazie ma io non perdono
xche e da piccola che soffro adesso ora ne ho 30 ringraziando il signore..
ma spero che non si ripetereranno questi sbagli e vorrei che pagassere ma tanto non bastano i soldi il danno ce e i soldi non lo toglieranno di certo i soldi finiscono grazie che mi avete sopportata ringrazio il mio compagno che mi e vicino e ringrazio la mia famiglia che mi e vicina
ma il male ce sempre dentro di me..
26 Maggio 2008 at 17:27
Cara Tanya,
sono molto addolorata nel leggere le tue righe piene di dolore. Purtroppo molte persone hanno subìto la tua stessa ingiustizia. C’è chi si lascia andare al dolore e chi tenta di reagire con tutte le proprie forze.
Oltre a facili consigli, quale quello di andare a fondo alla cosa e far pagare, se del caso, eventuali responsabili rivolgendoti ad un professionista, posso solo dirti di aggrapparti alla vita più che puoi, affiancata dalle persone che ami e che, mi sembra di capire, ti sono molto vicine.
Buona fortuna.
avv. Mary Corsi
18 Luglio 2008 at 09:50
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